La modifica della destinazione d’uso delle parti comuni – Art. 1117 ter c.c.

ModificaDestinazioneUSoPartiComuniLa convocazione dell’assemblea III^ Parte

La convocazione dell’assemblea per la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni

Una delle novità della Riforma è costituita dalla introduzione dell’art. 1117 ter c.c. che prevede la possibilità da parte dell’assemblea di deliberare la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni.

La modificazione d’uso delle parti comuni viene quindi ora svincolata dal 1120 c.c. posto che prima della Riforma costituiva innovazione da approvare con la maggioranza degli intervenuti rappresentanti 2/3 del valore dell’edificio.

Ora la procedura è più complessa e richiede particolare attenzione da parte dell’amministratore nella scrupolosa osservanza di tutti i nuovi adempimenti di convocazione e redazione del verbale prescritti dalla norma. Quali sono ?

1)      Inedito iter di convocazione

L’avviso di convocazione deve:

a)      Essere affisso per non meno di 30 giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati;

b)      L’avviso – che deve essere effettuato mediante raccomandata o equipollenti mezzi telematici –  deve inoltre pervenire a tutti i condomini almeno venti giorni prima della data di convocazione.

c)      L’avviso di  convocazione dell’assemblea, a pena di nullità (quindi l’impugnazione è possibile in ogni tempo) , deve indicare le parti comuni oggetto della modificazione e la nuova destinazione d’uso;

2)      La delibera di modificazione d’uso delle parti comuni

Parimenti inedito è il quorum necessario per la validità della delibera nonché inediti sono gli adempimenti da curare a verbale.

Infatti la delibera di approvazione (sia in prima che in seconda convocazione) deve essere approvata con il nuovo quorum dei 4/5 dei partecipanti al condominio, rappresentanti i 4/5 del valore dell’edificio.

Inoltre la delibera a verbale deve  contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati tutti gli adempimenti di cui sopra (previsti nei commi II e III dell’art. 1117 ter c.c.).

Particolare attenzione deve quindi porre l’amministratore:

a)      Ad assicurarsi che l’avviso di convocazione permanga per almeno 30 giorni consecutivi affisso nei locali di maggior uso comune. Ricordando che l’onere della prova di aver adempiuto a tale prescrizione spetta sempre al condominio, è ipotizzabile/suggeribile che l’avviso venga esposto in bacheche chiuse a chiave per impedire che i contrari alla modificazione d’uso proposta, provvedano a togliere l’avviso dal luogo di affissione;

b)      Ad assicurarsi di trasmettere l’avviso di convocazione a tutti i condomini “a mezzo raccomandata o equipollenti mezzi telematici” in modo che l’avviso pervenga agli stessi almeno venti giorni prima della data di convocazione. Ricordando la compiuta giacenza (10 giorni) ed eventuali ritardi nella consegna da parte del servizio postale, è consigliabile provvedere all’invio degli avvisi con almeno una quarantina di giorni prima della data di assemblea.

Verona, 7 Novembre 2013

Avv. Matteo Carcereri

Voi & Partners | Studio Legale Associato

Annunci

Informazioni su Voi & Partners

Studio Legale Associato di Diritto Civile Particolare esperienza maturata nel settore del diritto immobiliare, materia che studiamo dal 1995
Questa voce è stata pubblicata in 02-DIRITTO CONDOMINIALE, 02.1 La Riforma del Condominio, 02.7 Parti Comuni e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...