Condominio e Fallimento: il recupero delle spese condominiali contro il condomino fallito

fallimentoIn condominio si può verificare il caso che l’amministratore apprenda che il condomino debitore sia stato dichiarato fallito ciò comporta il dovere dell’amministratore di insinuarsi nel passivo del fallimento con un’ apposita domanda che richiede precise modalità e tempistiche.

Istanza di insinuazione al passivi per i crediti sorti prima del fallimento.

Se il fallimento del condomino moroso è già stato dichiarato, il condominio dovrà presentare un’istanza di insinuazione al passivo del fallimento secondo quanto disposto dall’art.93 della Legge Fallimentare chiedendo al Giudice (Giudice Delegato) di partecipare, con gli altri creditori, all’eventuale attivo del fallimento.

L’istanza di “insinuazione al passivo” può  essere “tempestiva” ovvero “tardiva”; nel primo caso l’istanza deve essere presentata al Tribunale Fallimentare entro trenta giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo. Nel secondo caso la domanda dovrà essere depositata nella cancelleria del Tribunale entro 12 mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo.

Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte, senza la necessità di un avvocato, e deve essere trasmesso all’indirizzo di posta elettronica certificata del “curatore”.

Esso deve contenere:1) l’indicazione del numero della procedura fallimentare e i dati identificativi del condominio e dell’amministratore; 2) l’esatta indicazione della somma che si chiede venga ammessa al passivo del fallimento (c.d. insinuazione), se è un bene la sua descrizione e la domanda di rivendicazione; 3) la succinta esposizione dei fatti e degli elementi di diritto a sostegno della domanda;4) l’eventuale indicazione del titolo di prelazione (ipoteca o pegno immobiliare) e sua descrizione; 5) l’indirizzo di posta elettronica certificata (pec) per ricevere tutte le comunicazioni della procedura.
Per l’insinuazione al passivo non è però necessario che il condominio sia in possesso di un titolo esecutivo, cioè un decreto ingiuntivo.

Ai sensi dell’art. 111 bis della Legge Fallimentare le spese (oneri) condominiali sono considerate “crediti prededucibili” cioè importi che vengono soddisfatti con preferenza per capitale, spese ed interessi, con il ricavato della liquidazione del patrimonio del fallito ed anche al di fuori del procedimento di riparto quando: 1) sono sorte durante la procedura;  2) sono liquidi, esigibili e non contestati; 3) se l’attivo è sufficiente a soddisfare tutti i crediti prededucibili.

Avv. Maurizio Voi
Voi & Partners | Studio Legale Associato

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